Scorcio della piccola cappella collocata all'interno della Basilica del Sepolcro di Gerusalemme, secondo la tradizione situata nel luogo dove si trovava la piccola grotta del sepolcro. Sulla destra si nota il ripiano dove fu adagiato il corpo di Gesù.

                  Il Parroco

Nella zona di Villa Claudia ad Anzio, su Via del Mare, si apre la Chiesa di Santa Maria in Cielo, dove compie la Visita Pastorale Monsignor Marcello Semeraro, proprio mentre andiamo in stampa. Parleremo di questo nel prossimo numero de Il Litorale, ma l’occasione ci ha portato a intervistare il Parroco di questa Chiesa, Don Carlos, che ordinato nel 2004, dal 2006 opera con i fedeli del quartiere. Ci colpisce il fatto che le grandi bussole a vetri di Santa Maria in Cielo permettano di vedere il Tabernacolo e la sua luce, notte e giorno, anche quando la struttura è chiusa, anche solo passando per via con l’auto, mentre le panche sotto il colonnato esterno, consentono di sostare a piacimento nella preghiera, in qualunque ora. Quella luce sempre visibile sembra abbracciare, benedire, proteggere. Allontana la solitudine. Ne parliamo con Don Carlos. Scopriamo, così, che nessuna parte di Santa Maria in Cielo è nata da un progetto architettonico. Si è realizzata e continua a realizzarsi, mura, affreschi, arredi, vetrate, tutto, all’impronta, giorno per giorno, secondo il disegno della Provvidenza, grazie alla buona volontà e alla capacità di donare dei fedeli, ai quali, per altro verso, non è mai stato chiesto un centesimo per ricevere un sacramento o per far dire una Messa ai propri defunti. “La vita è un disegno d’amore che si svela giorno per giorno” dice Don Carlos, nato e cresciuto in Spagna, citando il grande Miguel De Unamuno, suo connazionale. Ben padrone della lingua italiana, ma schivo nei modi, questo sacerdote, con grande semplicità, ci racconta della comunità in cui opera. Il suo impegno maggiore è proprio quello di farla sentire sempre una “comunità”, dove tutti possano mettere insieme le proprie esperienze e, attraverso il contatto quotidiano con la fede, riescano a dare gli uni agli altri il meglio di se stessi. “Le relazioni fra le persone - ci dice ancora - sono importantissime. Veramente poveri non sono quelli che non hanno denaro, sono quelli che non hanno dialogo, non sanno relazionarsi con gli altri”.
Chiediamo a Don Carlos qual è il progetto che più gli sta a cuore per i fedeli. 
“Che si possa vivere la Parrocchia in modo feriale, come ancora non avviene - ci risponde senza esitazione - che ci si riunisca di là delle celebrazioni domenicali e festive, che non si viva cioè la fede a compartimenti, ma nel segno della continuità, così com’è continuo e senza intervalli l’amore di Gesù per noi”. 
Proprio come quella luce del Tabernacolo che brilla sempre e per tutti attraverso le vetrate! 

 

Pinella Spataro
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